Distruzione di beni aziendali: la procedura per essere in regola con il fisco.

distruzione beni aziendali

Tutte le ditte posseggono dei beni strumentali che hanno una propria vita e durata. Una volta terminato il loro utilizzo, oppure una volta sostituiti con altri prodotti, è necessario effettuare una distruzione dei beni aziendali, che permetta di eliminarli non solo fisicamente ma anche dal punto di vista fiscale.

Oltre ai classici beni strumentali in possesso delle aziende, poniamo l’attenzione anche su altri elementi utilizzati durante il normale esercizio lavorativo e che hanno avuto durante il loro regolare ciclo vitale una funzione fiscale. Questi elementi in particolare, come per esempio i vari registratori di cassa (ora soppiantati dai nuovi registratori telematici), necessitano di una distruzione eseguita secondo delle modalità previste dalla normativa in vigore.

Per rendere l’idea prendiamo proprio in considerazione l’esempio di un registratore di cassa. Questi (sia che si parli dei nuovi registratori telematici piuttosto che di quelli di vecchia generazione) hanno una durata media di vita di circa sette anni. In questi anni di corretto funzionamento registrano al loro interno tutte le transazioni e le chiusure fiscali serali effettuate dal proprietario. Pertanto, una volta effettuate dal tecnico certificato tutte le operazioni di chiusura e di dismissione, è necessario procedere alla loro distruzione. Non basta infatti un normale viaggio alla discarica, ma occorre seguire scrupolosamente un iter che prevede vari punti.

In particolare possiamo suddividere il procedimento (valido per la distruzione di tutti i beni aziendali) in alcuni punti primari, che legislativamente sono da considerarsi a capo dell’azienda detentrice dei suddetti beni. 

Anzitutto, come primo passo è necessario effettuare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate o ai comandi della Guardia di Finanza del proprio territorio (specificatamente agli uffici relativi al territorio dove è situato il domicilio fiscale dell’azienda). Questa comunicazione (nella quale si specifica il materiale che si intende distruggere), deve essere effettuata almeno cinque giorni prima rispetto all’effettiva data di distruzione.
Questa data deve essere concordata con la ditta che effettuerà a tutti gli effetti la distruzione.

A tal proposito è bene ricordare che un’azienda di gestione rifiuti che opera con professionalità e seguendo le normative necessarie per il corretto smaltimento dei rifiuti, è essa stessa un sinonimo di garanzia e di efficacia, e di conseguenza di sicurezza di un lavoro svolto correttamente.

Il modulo da inviare agli uffici dell’Agenzia delle Entrate può essere redatto su carta bianca, con la sola accortezza di inserire correttamente le quantità della merce da distruggere e la loro natura, le modalità di distruzione, ed una stima del valore effettivo dei beni, nonché il valore ottenibile dalla distruzione o dalla trasformazione (in caso di riciclaggio).

A seguito di questa comunicazione, in genere nel giorno stesso della distruzione, l’ufficiale incaricato dell’Agenzia delle Entrate verificherà i dati inseriti e redigerà un verbale nel quale saranno nuovamente elencati tutti i beni da distruggere, il loro valore e i dati della ditta che effettuerà la distruzione, insieme ad un documento di trasporto.

E’ importante sottolineare che la ditta che si occupa della distruzione deve essere obbligatoriamente certificata per questo lavoro, in modo da poterlo svolgere secondo canoni qualitativi elevati e nel pieno rispetto di tutte le norme previste dalla legge.
Rivolgersi ad un rottamatore qualificato permetterà di vincere la presunzione sulla cessione dei beni. In parole povere questa operazione eliminerà totalmente il rischio di trovare in magazzino (o meglio di non trovare) eventuale merce che con tutta probabilità potrebbe essere stata rivenduta in nero, evadendo le imposte.

Questo è il fattore primario per cui si opera la distruzione fiscale dei beni aziendali: in questa maniera la ditta non avrà più merce da giustificare e risulterà in regola con le norme e le leggi.

Le ditte che operano nella rottamazione e che si occupano di distruzione di beni aziendali devono anche essere in costante aggiornamento. Il numero di camion e di mezzi disponibili, la quantità di cassonetti utilizzabili e primo tra tutti il modo effettivo di distruzione, sono tutti elementi che contraddistinguono una società che opera con professionalità e metodo.
Purtroppo nel nostro Paese esistono ancora delle realtà e delle aziende che non lavorano seguendo regolarmente le normative e le indicazioni previste. Soprattutto per questi motivi è bene affidarsi esclusivamente a ditte serie e che lavorino nel settore con professionalità. Gli standard qualitativi seguiti da queste ditte saranno un ulteriore sinonimo di garanzia.

Un ultimo aspetto da valutare che spesso ricade in secondo piano è il fattore ambientale. Andando a distruggere i propri beni in maniera adeguata e servendosi di aziende che operano con modalità e standard certificati, si avrà la certezza di un corretto sistema di smaltimento e di riciclaggio, che sicuramente contribuirà ad un minor impatto sull’ambiente. La visione eco sostenibile e l’operare con sistemi sempre più green, è una caratteristica da tenere maggiormente in considerazione nel proprio ambito aziendale, sia per quanto riguarda gli aspetti economici che per quelli morali ed ambientalisti.

Lavorando (e quindi smaltendo e distruggendo) con una visione ecologica, contribuiremo a donare ai nostri figli e alle generazioni che verranno un mondo migliore di quello in cui stiamo vivendo.

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