
I pannelli fotovoltaici sono ormai entrati a tutti gli effetti nelle nostre vite e nella nostra quotidianità. Si pensi all’aumento esponenziale di apparecchiature fotovoltaiche presenti sui tetti delle case, così come in capannoni industriali o in terreni agricoli; paragonando un’eventuale panoramica del profilo delle nostre città di qualche anno fa con una attuale, si noterà l’effettivo aumento di impianti fotovoltaici presenti.
Questo è comunque un settore nuovo per quanto riguarda il nostro Paese, essendo stato sviluppato e conseguentemente utilizzato in ritardo rispetto al resto dell’Unione Europea. In ogni caso, complici anche i vari incentivi statali che si sono susseguiti nel tempo, quella dei pannelli fotovoltaici è una realtà effettiva con cui dovremo confrontarci nel futuro, quando arriverà il momento dello smaltimento e del riciclo.
I pannelli fotovoltaici infatti hanno un ciclo vitale che si esaurisce nel corso di 15 o 20 anni, a seconda della tipologia e del modello e la maggior parte di quelli attualmente presenti sul suolo italiano sono stati installati negli ultimi 10. Viene da sé quindi che a breve bisognerà affrontare seriamente il problema della dismissione, dello smaltimento e riciclaggio dei pannelli fotovoltaici esauriti.
Difatti l’utilizzo di nuovi prodotti che si avvicinano ad una visione green ed eco sostenibile ha portato ad una importante questione, ovvero il corretto riciclo dei nuovi materiali utilizzati. Oltre ai pannelli fotovoltaici si pensi per esempio alle nuove auto elettriche e alle loro batterie; lo smaltimento di queste una volta esaurite, costituirà un grande problema che necessiterà di soluzioni adeguate ed efficienti.
Tornando però ai pannelli fotovoltaici bisogna considerare che solitamente sono composti da materiali altamente riciclabili; si pensi per esempio all’alluminio delle strutture e al vetro dei pannelli veri e propri; recenti studi hanno appurato che un pannello fotovoltaico è riciclabile al 95% della sua composizione, un valore molto alto che non può che rassicurarci per quanto riguarda l’impatto ambientale.
Proprio per queste ragioni è (e sarà in futuro) importante affidarsi a ditte professionali che operano nello smaltimento di rifiuti speciali con standard qualificati e certificati, per assicurare un corretto riciclo del materiale.
Un altro aspetto da considerare riguardo allo smaltimento degli impianti fotovoltaici è che in questi ultimi sono presenti anche delle quantità di apparecchiature elettriche ed elettroniche, che li fanno quindi rientrare nella categoria RAEE, con conseguenti iter relativi al riciclo. Anche per questo motivo, l’avvalersi di una ditta specializzata nello smaltimento diventa un fattore primario e consentirà di risparmiare tempo e di avere la sicurezza di aver effettuato un lavoro alla perfezione.
Per quanto riguarda lo smaltimento del fotovoltaico nello specifico, è opportuno considerare alcuni fattori dipendenti dalle caratteristiche dell’impianto che andremo a sostituire. Queste sono sostanzialmente la potenza nominale e l’anno di fabbricazione, che andranno ad incidere sui costi e sulle modalità di riciclo.
La potenza nominale di un impianto difatti determina la categoria di appartenenza dell’impianto stesso, che può appunto rientrare nel settore domestico o professionale; la modalità di smaltimento che ne consegue è strettamente dipendente dalla categoria. Nello specifico, gli impianti con potenza nominale superiore ai 10kW rientrano nella categoria professionale (indipendentemente se l’installazione è stata effettuata ad una persona fisica o ad una azienda), mentre con impianto con potenza inferiore ai 10kw si parla di impianti domestici.
Nel caso di smaltimento di un impianto domestico, questo deve essere effettuato dal proprietario presso il centro preposto per la raccolta di rifiuti RAEE ed è totalmente a carico del produttore, quindi gratuito per il proprietario stesso.
Invece, in caso di smaltimento di impianti professionali, bisogna obbligatoriamente attenersi alla normativa RAEE/2014, che si occupa appunto specificamente dello smaltimento di questo tipo di rifiuti.
Questa normativa prevede due diverse tipologie di smaltimento, dipendenti dalla data di installazione dei pannelli fotovoltaici professionali. Nello specifico, per gli impianti installati prima del 12 aprile 2014 tutto il costo dello smaltimento è a carico del proprietario; esiste però l’opzione di sostituire il vecchio impianto con uno nuovo, e in questo caso sarà il produttore ad accollarsi le spese ed occuparsi dello smaltimento. Per gli impianti installati dopo il 12 aprile 2014 invece il costo dello smaltimento è a carico esclusivamente del produttore.
In ogni caso è importante ribadire che il rifiuto RAEE relativo a dei pannelli fotovoltaici va obbligatoriamente smaltito come rifiuto speciale attraverso una ditta o impresa autorizzata e che opera con certificazioni di qualità.
Il procedimento previsto per lo smaltimento di impianti e di pannelli fotovoltaici quindi è da considerarsi tutt’altro che semplice ed immediato. Ricordiamo inoltre, che eludere le normative riguardanti lo smaltimento di rifiuti, o non applicare correttamente le normative previste (in particolare la sezione di categoria RAEE) può far incorrere in sanzioni anche di notevole entità.
Probabilmente mancherà ancora del tempo prima di dover pensare alla sostituzione del proprio impianto, ma ricordare di avvalersi di professionisti del settore eliminerà il rischio di sanzioni; inoltre andando a smaltire correttamente i rifiuti riguardanti i pannelli fotovoltaici si potrà usufruire di eventuali benefici previsti dal sistema fiscale.
